Introduzione
I diversi servizi esistenti in Francia in materia di occupazione, educazione,
formazione o inserimento sono strumenti in vigore da trenta o quaranta anni.
Anche se un processo di decentramento è in atto in molti campi, lo Stato
rimane ben presente sulle grandi direttrici di lavoro per queste aree.
Inoltre molte politiche passano dal livello nazionale a quello locale, cosa che
permette di adattare queste linee di lavoro al territorio rispettandone la
specificità.
Servizio pubblico per l'impiego in Francia
La prima parte presenta il ruolo dello Stato tramite il proprio Ministero e le
politiche statali destinate all'occupazione. Le stesse responsabilità si ritrovano
nella impostazione della formazione continua.
Il servizio pubblico per l'impiego è strutturato nel modo seguente: a livello
nazionale per le grandi linee di indirizzo governative, a livello regionale per le
relative competenze, a livello dipartimentale e locale per bacino di occupazione
per rispondere alle specificità del territorio in materia di gestione delle
problematiche dell'occupazione oltre che per il sostegno ai progetti di
inserimento tramite attività o iniziative locali.
In quanto responsabile delle politiche dell'impiego, inoltre, lo Stato mette in
opera il Piano di Coesione Sociale che si sviluppa su cinque anni 2005-2010 e
prevede in diversi obiettivi il miglioramento dei servizi pubblici per l'impiego
e la creazione di nuove strutture per coordinare le iniziative locali per
l'occupazione.
(www.cohesionsociale.gouv.fr)
In questo quadro, la modernizzazione del servizio è prevista nel corso del 2005.
Altre istituzioni, come i consigli regionali, hanno competenza generale per tipo di pubblico e per tematica, come i giovani e la formazione, ed anche dispositivi di aiuto alle imprese.
Il consiglio Generale ha una maggior vocazione sociale ed opera per il
sostegno alle persone in difficoltà attraverso la gestione del sussidio minimo di
inserimento RMI (Revenu Minimum d'Insertion).
Ultime istituzioni che possono intervenire in materia di occupazione in Francia
sono i Comuni.
I contratti di lavoro in Francia
La grande maggioranza del personale dipendente è inquadrato in contratti a
tempo indeterminato, seguono i contratti a tempo determinato ed infine il
lavoro interinale. In certi settori come l'industria e l'edilizia vi è un massiccio ricorso alle forme di contratto interinale, e questo crea una situazione di
precarietà dell'occupazione.
Esiste in Francia un ventaglio di contratti agevolati che permette agli
imprenditori di beneficiare di forme di sgravio di costi sociali e permette alle
persone, in difficoltà o no nella ricerca di lavoro, di accedere più facilmente a
un'occupazione.
L'attuazione del piano di coesione sociale ha prodotto quest'anno la riforma
dei contratti agevolati con l'obiettivo di semplificare l'avviamento sia per gli
imprenditori che per i dipendenti, pur inserendo attività di formazione durante
il tempo lavorativo.
Da notare in particolare il contratto di professionalizzazione che permette alle
persone desiderose di cambiare lavoro un accesso ad una occupazione durante
la formazione.
La disoccupazione in Francia
Il sistema di tutela per la disoccupazione è stato messo in atto alla fine degli anni '60. Il sistema francese è alquanto complesso, ciononostante resta un notevole punto di forza sociale.
La gestione dei sussidi è garantita da una struttura associativa privata UNEDIC-ASSEDIC, l'accompagnamento delle persone in cerca di lavoro è affidato all'ANPE - Agence Nationale pour l'Emploi che è un'agenzia sotto la responsabilità del Ministero del Lavoro.
Nello stesso modo monitoraggio e accompagnamento sono delegati a strutture private convenzionate con l'agenzia per consentire alle persone in cerca di lavoro l'ottimizzazione della propria ricerca. Il percorso si può realizzare attraverso diverse attività proposte dall'ANPE quali la redazione del curriculum vitae o la valutazione in ambiente lavorativo.
Inoltre lo strumento "Répertoire de l'Observatoire des Métiers et des Emplois" (codice ROME), che costituisce uno strumento indispensabile per i consulenti, permette una miglior gestione del territorio in materia di domanda/offerta sia per gli aspetti dell'occupazione che delle competenze.
Negli ultimi anni si sono attuate diverse riforme del sistema di tutela per la
disoccupazione, per ridurre il tasso di disoccupazione e per diminuire il deficit
finanziario.
Oggi con la legge di modernizzazione del servizio pubblico l'ANPE perde il
monopolio della gestione della domanda/offerta di lavoro, aprendo il mercato
alle strutture private. Inoltre il piano di coesione sociale con il progetto delle
"maison de l'emploi" cerca di semplificare il percorso delle persone in cerca di
lavoro mettendo in sinergia tutti gli attori che intervengono nel percorso
professionale.
Il percorso formativo
La formazione in Francia si divide in due grandi aree:
- la formazione iniziale attraverso il percorso scolastico con il raggiungimento di un diploma o di competenze acquisite prima dell'ingresso nella vita attiva.
- la formazione continua con le qualifiche, i diplomi o altre acquisizioni ottenute durante l'attività o nei periodi di disoccupazione.
Per quanto riguarda la formazione iniziale, in Francia la scuola è obbligatoria,
laica e gratuita. L'istruzione è obbligatoria fino all'età di 16 anni. Benché
l'educazione faccia capo al Ministero dell'Educazione Nazionale, si appoggia
parallelamente a diverse amministrazioni, come la città, il dipartimento o la
regione per la definizione del bacino di utenza degli istituti scolastici e la loro
gestione logistica.
Nel corso della formazione iniziale, gli studenti devono affrontare due esami
finali, il "brevet des collèges" ed il "baccalauréat". (equiv. diploma di scuola
media inferiore e superiore).
Anche se l'ingresso all'università non è nella maggioranza dei casi subordinato
ad un esame di ingresso, il diploma resta un requisito fondamentale per il
proseguimento degli studi superiori.
La formazione continua riguarda due tipi di pubblici: i dipendenti e i disoccupati (i funzionari pubblici hanno regole proprie).
Per i dipendenti, il diritto alla formazione è sancito per legge in tutte le aziende,
pertanto ogni dipendente nel quadro dei propri diritti può chiedere di accedere
alla formazione.
Per le persone in cerca di lavoro, la politica generale è di favorirne l'accesso
alla formazione. Si osserva in pratica che in ogni bacino di impiego i
programmi di formazione ruotano intorno ai mestieri in tensione prevalenti
all'interno del bacino stesso.
In questo contesto è fondamentale il ruolo dell'AFPA (Association pour la Formation Professionnelle des Adultes).
È interessante rilevare una nuova iniziativa in Francia: la validazione delle
competenze acquisite. La legge permette a tutte le persone che hanno lavorato
almeno tre anni in una certa attività di poter avere la validazione
dell'esperienza acquisita negli anni di lavoro per ottenere un diploma
pertinente o una parte dei moduli del diploma desiderato.
Non tutti i diplomi sono aperti a questo dispositivo; è stato creato un repertorio
per i tutti i titoli afferenti al Ministero del Lavoro e per quelli di pertinenza
dell'Educazione Nazionale.