Servizi per l’Impiego, Lavoro, Istruzione e Formazione
in Francia

Istituzioni dipartimentali

Il prefetto di dipartimento è il rappresentante dello Stato a livello dipartimentale ed ha competenza esclusiva per negoziare tutte le convenzioni con le collettività o loro strutture pubbliche.

Décret n° 2004-374 du 29.4.04 (JO du 30.4.04).
Circ. n° 3832/SG du 23.2.93 (BOPM n° 93-1).

responsabilità locali per la formazione

Il prefetto di dipartimento assume le decisioni relative alle convenzioni del Fondo nazionale per l'occupazione (FNE).

Istituzione amministrativa: la DDTEFP

La direzione dipartimentale del lavoro, dell'impiego e della formazione professionale è l'organo amministrativo interlocutore delle imprese e degli organismi di formazione.

Dal 1991 la DDTEFP è incaricata dell'istruzione e della gestione amministrativa e finanziaria delle convenzioni di formazione professionale (concluse tra lo Stato e gli organismi di formazione) e delle convenzioni concluse con le imprese.

Loi d'orientation n° 92-125 du 6.2.92 (JO du 8.2.92).
Décret n° 92-604 du 1.7.92 (JO du 4.7.92).
Circ. n° 4-91 du 8.11.91 du min. du Travail (BL 91-12).

Direttore dipartimentale del Lavoro, Occupazione e Formazione Professionale

In ogni dipartimento, il direttore dipartimentale del Lavoro, Occupazione e Formazione professionale (TEFP) attua le politiche definite dai poteri pubblici in materia di lavoro, occupazione e formazione professionale.

Décret n° 94-1166 du 28.12.94, art. 6 (JO du 30.12.94).

Sotto l'autorità del prefetto, il direttore dipartimentale è incaricato in specie di:

attuazione della formazione continua

Décret n° 94-1166 du 28.12.94, art. 9 (JO du 30.12.94).

Inoltre il direttore dipartimentale organizza, coordina e segue le azioni ispettive di legislazione del lavoro. Segue anche la negoziazione collettiva.

Décret n° 94-1166 du 28.12.94, art. 7 et 8 (JO du 30.12.94).
Arrêté du 28.12.94, art. 4 (JO du 30.12.94).

Coordinatore occupazione-formazione

Il coordinatore occupazione-formazione partecipa alla programmazione, alla messa in opera ed al monitoraggio delle politiche locali di inserimento professionale e di formazione. Opera all'interno della DDTEFP.
Per l'attuazione dei programmi di formazione, può contribuire al supporto tecnico fornito al Consiglio regionale, nel quadro della messa a disposizione di servizi.
Circ. DFP/DE n° 92-04 du 28.2.92 (BOT n° 8 du 5.5.92).
Circ. DFP/DAGEMO n° 95-2 du 6.2.95 (BOT n° 6 du 5.4.95).
Circ. DFP/DE n° 96-13 du 24.12.96 (BOTR n° 96-2).

Incarichi

Partecipa alla programmazione, alla realizzazione e alla valutazione delle politiche locali di inserimento e di formazione.
Gli incarichi del coordinatore occupazione-formazione riguardano l'insieme delle persone in cerca di occupazione, giovani e adulti, che incontrano difficoltà di inserimento o di reinserimento professionale nel mercato locale del lavoro, in particolare per motivi di mancanza di competenze professionali.
Le azioni della DDTEFP sono orientate verso la costruzione di percorsi di inserimento attraverso diverse misure derivanti dalle politiche del lavoro e della formazione professionale. Si occupa inoltre di tutte le azioni che concorrono allo sviluppo locale, urbano o rurale, allo sfruttamento del territorio. Favorisce inoltre la creazione o il mantenimento di attività economiche nel territorio di competenza.

Nuovo contesto e priorità

coordinamento lavoro-formazione

Il coordinatore impiego-formazione si occupa di due procedure in particolare che corrispondono ad orientamenti prioritari del governo:

Circ. DGEFP n° 99-24 du 26. 5. 99 (BOTR n° 14 du 5. 8. 99).

Intervento degli attori e finanziatori dei progetti locali

Il coordinatore impiego-formazione assicura il legame con i servizi pubblici della zona, i servizi sociali che si occupano dell'RMI,... Cerca di far intervenire i partner istituzionali e le imprese sull'utilizzo dei dispositivi a favore dell'impiego e della formazione professionale. Si impegna inoltre ad individuare nuovi attori per lo sviluppo di azioni di rete, nell'ambito del programma regionale per l'impiego dei giovani. Contribuisce a migliorare la capacità e la qualità dell'accoglienza delle persone in cerca di occupazione da parte delle imprese, organizza la formazione, il tutoraggio e l'accompagnamento sociale. E' in costante contatto con le agenzie locali per l'impiego e la rete pubblica di collocamento dei giovani.

torna su

Il finanziamento della formazione professionale continua

finanziamento della formazione continua

La formazione professionale continua è finanziata principalmente dallo Stato, dalle regioni e dalle imprese.
Le regioni hanno una competenza generale in materia di formazione professionale continua e sono responsabili della formazione destinata ai giovani tra i 16-25 anni e agli adulti.
Lo Stato interviene a favore dei pubblici più in difficoltà. Aiuta inoltre le categorie professionali e le imprese ad anticipare i loro bisogni in termini di qualifiche e di formazione.
Il finanziamento da parte delle imprese si fonda su un obbligo legale di partecipare al finanziamento della formazione. Se lo Stato, le regioni e le imprese partecipano al finanziamento della formazione professionale, ciascuna nel suo proprio ambito, sono incoraggiate possibilità di co-finanziamento.

Lo Stato

Lo Stato dispone di fondi particolari che finanziano:

finanziamenti statali

Da notare:

Le imprese

finanziamenti delle imprese

Ciascuna impresa concorre allo sviluppo della formazione professionale continua, partecipando, ogni anno, al finanziamento di azioni formative o di bilancio delle competenze.

Per le imprese di 10 dipendenti e oltre l'obbligo legale è fissato all' 1,6 % dei salari e dei contributi pagati dall'azienda stessa. Per le imprese con meno di dieci dipendenti, l'obbligo legale è fissato allo 0.55 % (a partire dal 1 gennaio 2005).

I responsabili d'azienda versano a uno degli organismi abilitati dallo Stato, un contributo pari allo 0,15%. Per via di accordi collettivi, per alcuni settori di attività è stato previsto un tasso di partecipazione superiore al minimo legale.

Da notare:
Alcuni organismi raccolgono, obbligatoriamente o facoltativamente, i contributi versati dalle imprese. Questi ultimi sono creati dalle organizzazioni datoriali e sindacali e poi aggregate dallo Stato: organismes paritaires collecteurs agréés (OPCA).

torna su

I fornitori di formazione

Gli organismi pubblici e parapubblici di formazione

Gli organismi che dipendono da altri ministeri

organismi di formazione

Gli organismi privati

torna su

Programma regionale per l'apprendistato e la formazione professionale (PRAFP)

Il Consiglio regionale garantisce il finanziamento degli stage relativi al suo programma attraverso delle convenzioni e può prevedere una remunerazione agli stagiaires della formazione professionale rilasciando degli accordi di stage. I comuni e i consorzi che hanno stabilito un programma di formazione partecipano all'elaborazione del programma regionale.

Art. L. 214-13 du Code de l'éducation.

Legame col PRAFP

L'elaborazione del PRAFP deve tenere conto del piano regionale di sviluppo della formazione professionale.

Art. L. 214-13 du Code de l'éducation

Coordinamento dei programmi regionali

Un'organismo specifico è stato creato nel 1983 al fine di coordinare le politiche dei 26 Consigli regionali: il Comitato nazionale di coordinamento dei programmi regionali. Esso è sostituito dal Consiglio nazionale della formazione professionale continua e questa sostituzione sarà effettiva una volta promulgato il decreto che definisce la lista dei membri del Consiglio nazionale.

torna su

Piano regionale di sviluppo delle formazioni professionali (PRDFP)

Dal 1994 il Consiglio regionale elabora un piano regionale di sviluppo delle formazioni professionali dei giovani (PRDFPJ) al fine di coordinare le diverse branche di formazione professionale dei giovani, iniziale e continua, a livello regionale.

Art. 52 de la loi n° 93-1313 du 20.12.93 (JO du 21.12.93).

coordinamento della formazione

Nel 2002, il PRDFPJ è esteso al pubblico adulto prendendo il nome di Piano regionale di sviluppo delle formazioni professionali (PRDFP). L'estensione del PRDFP alla formazione professionale degli adulti deve permettere al Consiglio regionale di strutturare l'insieme dell'offerta formativa e di articolare meglio la formazione iniziale e la formazione continua.

Loi n° 2002-276 du 27.2.02 (JO du 28.2.02).

La legge del 13.08.2004 stabilisce che il Consiglio regionale adotti il PRDF e ne garantisce la realizzazione. Il PRDFP mira a favorire uno sviluppo coerente dell'insieme delle proposte formative.

Art. L. 214-13 du Code de l'éducation.

Il PRDFP comprende:

Esso è elaborato di concerto con lo Stato, le collettività territoriali implicate e le organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori rappresentative a livello nazionale (per esempio l'Unedic, Assedic che gestisce il fondo di disoccupazione).

Il PRDFP costituisce il quadro nel quale si articolano i diversi schemi di formazione professionale che strutturano l'offerta formativa sia iniziale che continua a favore dei giovani e degli adulti:

schemi di formazione professionale

Art. L. 214-13 du Code de l'éducation.

Campi di intervento

Programma "giovani"
Il PRDPF copre l'insieme delle azioni formative rivolte ai giovani e finalizzate all'inserimento lavorativo:

Il PRDFP definisce un piano d'azione per la realizzazione di una politica di informazione e di orientamento dei giovani studenti o lavoratori. L'informazione si basa sulle professioni, i mestieri e le formazioni che preparano ad un determinato mestiere. E' proposto inoltre un aiuto a questi giovani nell'elaborazione di un progetto personale d'orientamento scolastico o professionale.

Art. L. 214-13 du Code de l'éducation.

Programma "adulti"
Il PRDFP copre l'insieme delle azioni di formazione professionale che mirano a favorire l'accesso, il mantenimento e il ritorno ad un'occupazione:

Art. L. 214-13 du Code de l'éducation.

Schema regionale delle formazioni dell'AFPA

piano d'azione per la formazione

Nell'ambito dell'estensione del PRDFP al pubblico adulto, il consiglio regionale riceve l'affidamento della responsabilità di predisporre lo schema regionale delle formazioni dell'AFPA. Il Consiglio regionale decide sul medio periodo dell'evoluzione dell'apparato formativo dell'AFPA presso le regioni. Definisce, nell'ambito di azioni prioritarie, i programmi per i quali si appoggia a dispositivi nazionali dell'AFPA. Gli organi nazionali dell'AFPA (ufficio e assemblea generale) comprendono ormai rappresentanti dei Consigli regionali.

Art. L. 214-13 du Code de l'éducation.
Circ. DGEFP n° 2002-29 du 2.5.02 (BOTEFP n° 2002-11 du 20.6.02).

Convenzione tripartita di adattamento del contrat de progrès

E' nell'ambito della convenzione tripartita di adattamento del Contrat de progrès che il Consiglio regionale delibera uno schema regionale delle formazioni dell'AFPA. Si traduce in convenzioni annuali finanziarie che precisano per lo Stato ed il Consiglio regionale la programmazione ed i finanziamenti corrispondenti. Il comitato di coordinamento regionale del lavoro e della formazione professionale (CCREFP) deve essere consultato prima della stipula della convenzione tripartita che permette di deliberare lo schema regionale delle formazioni dell'AFPA.

Art. L. 214-13 du Code de l'éducation.
Circ. DGEFP n° 2002-29 du 2.5.02 (BOTEFP n° 2002-11 du 20.6.02).

Elaborazione

Il PRDFP si basa su un partenariato attivo al quale partecipano tutti gli attori. Esso è elaborato dal Consiglio regionale in collaborazione con lo Stato e le organizzazioni sindacali datoriali e dei lavoratori rappresentative a livello nazionale.

Art. L. 214-13 du Code de l'éducation.

Prima tappa: l'analisi

Il PRDF viene stabilito a partire da un'analisi preliminare dei principali problemi legati al lavoro e alla formazione dei giovani nella regione e delle prospettive di evoluzione degli impieghi e delle qualifiche. Per realizzare questa analisi vengono utilizzati dal Consiglio regionale e dal prefetto di regione i seguenti strumenti:

Seconda tappa: l'organizzazione delle consultazioni preliminari

attuazione della formazione professionale

Il Consiglio regionale approva il PRDFP dopo consultazione:

torna su

Realizzazione

Le convenzioni annuali

Il coordinamento tra lo Stato ed i consigli regionali è garantito attraverso convenzioni annuali che precisano, per lo Stato e la regione, la programmazione e i finanziamenti a favore della formazione.
Tali convenzioni sono firmate dal presidente del consiglio regionale, dal rappresentante dello Stato nella regione e, secondo il campo d'applicazione, dai diversi settori coinvolti.

Art. L. 214-13 du Code de l'éducation.

Per saperne di più:

per le particolarità della Regione Rhône Alpes e l'aiuto alle imprese consultare il sito:
www.cr-rhone-alpes.fr

torna su

Gli utenti della formazione

Lavoratori del settore privato

Di qualsiasi tipo siano le aziende nelle quali lavorano, i lavoratori possono, nel corso della loro vita professionale, seguire attività di formazione professionale continua.

La formazione può effettuarsi nell'ambito del piano formativo dell'azienda e riunisce l'insieme delle azioni di iniziativa del datore di lavoro. Il lavoratore in formazione è remunerato dall'azienda.

Nell'ambito del diritto individuale alla formazione (DIF), tale diritto permette a ciascun lavoratore di capitalizzare 20 ore di formazione, accumulabili in sei anni, nel limite di 120 ore. La scelta della formazione avviene di comune accordo con il datore di lavoro. Normalmente il DIF si svolge al di fuori dell'orario di lavoro e dà diritto ad un'indennità di formazione pari al 50% del salario netto. Se il Dif avviene durante l'orario di lavoro, il lavoratore riceve una remunerazione al tasso normale.

Nell'ambito dei congedi individuali riconosciuti a tutti i lavoratori:

formazione per gli occupati

Funzionari pubblici

I funzionari della funzione pubblica possono beneficiare di attività formative nell'ambito del piano di formazione per iniziativa dell'amministrazione stessa o nell'ambito di un permesso di formazione.
Il piano formativo riunisce l'insieme delle formazioni che l'amministrazione propone ai suoi funzionari. Il funzionario è considerato, durante lo stage, come se fosse effettivamente in servizio ed è mantenuta la sua remunerazione.
Il congedo di formazione è un diritto individuale che permette al funzionario di seguire una formazione a sua scelta, durante il suo lavoro.

I non dipendenti

Chi non percepisce un salario (agricoltori, artigiani, lavoratori indipendenti, liberi professionisti, commercianti) può ugualmente beneficiare di una formazione. Essi stessi partecipano obbligatoriamente al finanziamento della loro formazione, attraverso il versamento di un contributo ad un organismo abilitato dallo Stato.

Persone in cerca di un'occupazione

formazione professionale per non salariati

Tutte le persone in cerca di un'occupazione (persone iscritte nelle liste di disoccupazione degli ASSEDIC e dell'ANPE) possono, ad alcune condizioni, seguire una formazione remunerata.

I giovani tra i 16 e i 25 anni di età possono effettuare una formazione:

Per i dipendenti che hanno perso il lavoro e le persone in cerca di un'occupazione che hanno 26 anni e oltre, la formazione potrà avere luogo:

torna su

Strutture di informazione

I punti di informazione sulla formazione professionale continua sono organizzati in reti specializzate presenti su tutto il territorio per rispondere ai bisogni di informazione degli attori e dei beneficiari del sistema formativo francese.
L'informazione degli attori della formazione professionale continua si effettua al:

Livello regionale dai CARIF:
i Centri di animazione, di risorse e di informazione sulla formazione sono incaricati di informare le istituzioni pubbliche, i formatori, gli enti di formazione e le imprese della regione di competenza.

informazione sulla formazione

Livello nazionale dal Centro Inffo (Centro per lo sviluppo dell'informazione sulla formazione permanente):
creato nel 1976, è incaricato di elaborare un programma di sviluppo dell'informazione, della documentazione e degli studi in materia di formazione continua. Sovvenzionato dallo stato, il centro Inffo è un'associazione in cui sono rappresentate le parti sociali.

Livello europeo dal CEDEFOP:
Creato nel 1975, il Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale raccoglie e diffonde le informazioni sulla formazione professionale continua negli stati membri. Realizza e promuove studi comparativi e coordina il programma delle visite di studio per specialisti ella formazione professionale. Il centro Inffo è il corrispondente francese della rete documentale europea.

L'informazione dei beneficiari della formazione professionale si fa per tipi di pubblico:

torna su

Dispositivo innovativo della formazione

La validazione delle competenze acquisite (VAE) permette ad ogni persona occupata nella vita attiva da almeno tre anni, di veder riconosciute ufficialmente le sue competenze professionali attraverso un titolo, un diploma o una qualifica (CQP).

La legge di rinnovamento sociale, pubblicata il 17 gennaio 2002, riporta, in particolare, un capitolo relativo alla formazione professionale, di cui una parte è dedicata alla validazione delle competenze acquisite. Tale dispositivo è ormai riportato nel libro IX del Codice del lavoro e del codice dell'Istruzione.

Il campo d'applicazione della VAE è molto più esteso rispetto a quello della VAP (Validazione delle competenze professionali) alla quale va a sostituirsi. Oltre alla sua estensione all'insieme dei diplomi riportati nell'elenco
(vedere sito www.cncp.gouv.fr),

riconoscimento delle competenze

E' stato inoltre istituito un permesso di validazione: ad alcune condizioni, un lavoratore può ottenere un'autorizzazione ad assentarsi 24 ore max dal lavoro. Un organismo incaricato può farsi carico delle spese di validazione.
Ormai le azioni di validazione vengono normalmente contemplate nelle azioni formative e, di conseguenza, vengono comprese nella partecipazione al finanziamento della formazione continua.

Funzionamento della VAE

La commissione nazionale per la certificazione professionale (CNCP) creata dalla legge ha come fine di stabilire e tenere aggiornata la lista nazionale delle certificazioni professionali.
Il sito della CNCP dà informazioni sul dispositivo, il ruolo e il mandato della Commissione, su com'è strutturato l'elenco delle certificazioni e sul suo funzionamento.

I testi ufficiali

La validazione delle competenze acquisite (VAE) trae fondamento dalla legge di rinnovamento sociale (LMS) del 17 gennaio 2002 (Legge n° 2002-73). Nel suo secondo capitolo, dedicato allo sviluppo della formazione professionale, la sezione I intitolata "validazione delle competenze acquisite" (art. dal 133 al 146) posa le basi di questo nuovo diritto.

torna su

Diplomi e equivalenze

La nomenclatura ministeriale è su sette livelli: dal I al VI.

livello VI: livello di scolarizzazione obbligatorio: 16 anni (diploma)

livello V bis: Formazione di corta durata (un anno) che sbocca in un Certificato di istruzione professionale

livello V: Formazione equivalente al "Brevet d'Etudes Professionnelles" BEP o "Certificat d'Aptitudes Professionnelles" CAP (o per assimilazione, "Certificat de formation professionnel des Adultes CFPA). Spesso si trovano tali diplomi nei mestieri legati all'edilizia e ai servizi alberghieri.

livello IV: "Baccalaureat" technique o brevetto tecnico per lavori specializzati

livelli di istruzione

livello III: Formazione di "Brevet Technicien supérieur" BTS o diploma universitario tecnologico (DUT) o, alla fine del primo ciclo dell'insegnamento superiore, (DEUG o DEUST)

livello II: Livello paragonabile alla "Licence" (diploma universitario o laurea breve) o alla laurea o al corso di laurea in ingegneria.

livello I: Formazione superiore alla laurea.

Per saperne di più:
Onisep
Ufficio nazionale di informazione sugli insegnamenti e sulle professionali, è una struttura pubblica subordinata al Ministero dell'educazione nazionale, dell'insegnamento superiore e della ricerca.

Torna su | ©2006 Transalp
Valid XHTML 1.0!