Lo studio del modello italiano e del modello francese presentato in questa pubblicazione vuole aiutare a comprendere le strutture e le modalità di funzionamento di sistemi e servizi che in Francia e in Italia, e più nello specifico in Rhône-Alpes e in Piemonte rispondono agli stessi mandati, in risposta a bisogni del tutto equivalenti nella propria popolazione beneficiaria.
Il confronto tra sistemi
Se a grandi linee i compiti sono paralleli, occorre dire che ognuno dei sistemi persegue il proprio fine con strumenti specifici caratteristici della propria storia e cultura, per cui diventa complesso e forzato il tentativo di allineare la visione dei due insiemi, paragonandoli punto a punto in modo meccanico.
I territori osservati inducono immediatamente ad una metafora "geografica".
Chi osserva la catena delle Alpi da grande distanza, potrà riconoscere sullo sfondo del cielo le
stesse cime sia viste dal versante francese che dal versante italiano, in modo simmetrico.
Avvicinandosi alle montagne il panorama muta, i punti di riferimento si nascondono, i
paesaggi assumono caratteristiche proprie. A questo punto un confronto generico dei due
versanti diventa problematico e poco significativo, a meno di cedere la parola agli specialisti
in grado di isolare specifici aspetti. Diventerà allora molto interessante osservare i dettagli e
poter paragonare i due versanti attraverso l'occhio dell'entomologo, del botanico,
dell'alpinista, dello studioso di architettura tradizionale.
Questa premessa vuole semplicemente suggerire una modalità di utilizzo dei due documenti in cui si articola lo studio del sistema italiano e del sistema francese, non destinati tanto ad una lettura sequenziale, quanto piuttosto alla ricerca di omologie e peculiarità di determinati aspetti dei sistemi. L'analisi produrrà significati solo isolando e mettendo in parallelo gli specifici argomenti - tenendo presenti il cambiamento di contesto, la differenza di modelli culturali, l'influenza delle scelte politiche ed organizzative che ciascun documento riflette nel proprio disegno del quadro complessivo.
Nella struttura dei testi, la collocazione stessa delle voci è oggetto di riflessione. Si è scelto di allineare per quanto possibile i due indici, anche se alcuni argomenti hanno collocazione "cosmopolita". Ad esempio, la formazione professionale in Italia ricade senza dubbio nell'ambito del sistema dell'educazione, mentre in Francia la stessa potrebbe anche essere ricompresa nella mappa dei Service de l'Emploi.
Alla difficoltà di confronto dei due mondi si aggiunge il fatto che entrambi i sistemi, così cruciali per la vita sociale ed economica dei rispettivi paesi, sono in costante evoluzione, con aggiustamenti e innovazioni che rischiano di rendere rapidamente obsolete molte definizioni di dettaglio.
I servizi pubblici per l'impiego in Francia e in Italia
In Francia con "Service Public de l'emploi" si comprende una mappa molto articolata di istituzioni, in cui compaiono con ruolo primario lo Stato per la funzione di indirizzo e le grandi linee organizzative, l'ANPE (Agence Nationale Pour L'emploi) come struttura di collocamento, l'AFPA (Association pour la formation professionnelle des adultes) per la formazione professionale; ASSEDIC (Association pour l'emploi dans l'industrie et le commerce) per gli aspetti finanziari; la pubblica amministrazione è presente sotto forma di Direzioni a livello nazionale, regionale e dipartimentale. A queste istituzioni si affianca una costellazione di strutture di coordinamento e centri di servizi che compone la fitta rete di attori descritta nel documento.
In Italia il termine di Servizi pubblici per
l'Impiego copre un ambito più circoscritto,
come conseguenza di un forte processo di
decentramento amministrativo: comprende
i Centri per l'Impiego sotto la
responsabilità della Province con compiti
organizzativi e gestionali e la Regione con
funzione di indirizzo, programmazione e
coordinamento anche attraverso specifiche
istituzioni (per il Piemonte: l'ente
strumentale Agenzia Piemonte Lavoro).
Sistemi e servizi importanti quali ad es. la
formazione professionale non sono
ricompresi sotto la stessa denominazione
pur operando in sinergia con i Servizi per
l'Impiego propriamente detti.
Certamente un confronto può essere fatto sulle strutture più a diretto contatto con le persone in cerca di occupazione; non a caso si ritroveranno a livello operativo forti somiglianze tra le modalità organizzative ed i servizi offerti dai Centri a contatto col pubblico.
| Funzioni / Servizi | in Italia | in Francia |
|---|---|---|
| procedure amministrative | CPI | ASSEDIC + ANPE |
| accoglienza | CPI | ANPE |
| consulenza informativa | CPI | ANPE |
| consulenza orientativa | CPI + eventuali consulenti o strutture convenzionate finanziate dal FSE attraverso il Programma Operativo Regionale | ANPE come gestore; attuazione a carico di partners convenzionati: PAIO, CIBC, MIFE |
| incontro domanda / offerta | CPI | ANPE |
| indennità disoccupazione | INPS | ASSEDIC |
In Italia ogni tipologia di pubblico si può rivolgere al Centro per l'Impiego al cui interno si sviluppano servizi differenziati anche in relazione al contesto territoriale; in Francia i diversi servizi fanno capo ad agenzie specializzate
| disabili | CPI (collocamento mirato) | CAP-EMPLOI, ANPE |
| quadri / dirigenti | CPI, Agenzie Regionali del Lavoro | APEC, ANPE |
| donne | CPI | ANPE, Association des droits des femmes |
| giovani / adolescenti | CPI | PAIO / Mission locale, ANPE |
| disoccupati di lunga durata | CPI | ANPE |
Da notare che con "giovani" si intende in Francia la fascia di età 16-25, in Italia 18-25 (in conseguenza del differente obbligo scolastico). La fascia di età 15-18 in Italia è denominata "adolescenti in diritto / dovere di istruzione e formazione".
Per approfondire, negli allegati è possibile osservare come ciascuna organizzazione presenta se stessa:
www.provincia.torino.it/sportello-lavoro/
www.anpe.fr/region/rhone_alpes/index.html
Forme contrattuali
| in Italia | in Francia |
|---|---|
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(sono modalità diverse di contratti a tempo determinato) |
non c'è corrispondenza, sono considerate modalità di prestazione lavorativa che rientrano nell'ambito dei normali contratti TI e TD (v. nota 1): "chéque emploi-service" un "contratto intermittente" è riconosciuto in Francia ma è usato esclusivamente dagli artisti. |
(solo per alcuni aspetti; per altri aspetti non c'è corrispondenza, si interviene piuttosto con agevolazioni alle imprese che con forme contrattuali diverse per tipo di pubblico) |
(v. nota 2) (contratti agevolati) |
non c'è corrispondenza, è un contratto a tempo parziale e tempo determinato per soggetti deboli che beneficiano di sussidio sociale |
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(1) esiste in Francia uno "chéque emploi-service" che non è un contratto, piuttosto una dichiarazione; non è nominativo e viene dato a compenso di una prestazione lavorativa occasionale. A somiglianza dell'assegno bancario, è un carnet che può essere richiesto alla propria banca senza costi aggiuntivi. Lo chéque emploi-service permette, con l'accordo del/la lavoratore/trice, di dichiarare e remunerare le persone chiamate a collaborare per lavori domestici, piccole riparazioni, giardinaggio, assistenza, baby-sitting ecc. Per il datore di lavoro significa una semplificazione delle formalità di dichiarazione, copertura assicurativa in caso di incidente del lavoratore e una possibile riduzione di imposta. Per la persona prestatrice d'opera significa poter beneficiare dei diritti sociali spettanti ai lavoratori, copertura assicurativa, garanzia di dichiarazione presso la Sicurezza Sociale con maturazione di diritti pensionistici ecc. ed eventuali opportunità di formazione professionale.
(2) equivalente al contratto di apprendistato per lavoratori adulti.
(3) non è un contratto di lavoro ma un contratto di natura commerciale tra agenzia di intermediazione e impresa utilizzatrice.
In Francia esistono modalità contrattuali assistite caratteristiche di un sistema che opera in
modo diverso da quello italiano per contrastare la disoccupazione. Il maggiore impegno
finanziario riguarda i sussidi alle persone, mentre l'aiuto alle imprese assume piuttosto la
forma dei suddetti contratti agevolati.
In Italia la scelta degli strumenti di tutela ha privilegiato gli incentivi alle imprese per
l'assunzione dei lavoratori "deboli", compreso il collocamento obbligatorio per i disabili; le
tipologie contrattuali però sono le stesse di quelle usate per le categorie non protette.
L'apprendistato
Con lo stesso significato e con modalità di attuazione analoghe nei due paesi, è un termine che si incontra frequentemente nei due documenti, sia nell'ambito dei contratti di lavoro sia nella descrizione del sistema della formazione, in coerenza con l'importanza ad esso attribuita dalla Strategia Europea per l'Occupazione.
Nel sistema italiano l'apprendistato, grazie alla dignità ad esso riconosciuta nella riforma del sistema scolastico, non è solo una modalità contrattuale ma un legittimo canale di adempimento del diritto-dovere di istruzione e formazione.
Il sistema dell'istruzione
| In Francia | In Italia |
|---|---|
| L'età dell'obbligo scolastico è 16 anni. Per quanto riguarda l'educazione iniziale il sistema francese attribuisce responsabilità amministrative decentralizzate. Lo Stato col Ministero dell'Educazione nazionale definisce le politiche, ma la gestione delle scuole materne e primarie spetta alla Città, dei collége al Dipartimento, dei lycée alla Regione, con impostazione analoga a quella del Service de l'Emploi. | Il diritto-dovere di istruzione e formazione è sancito fino ai 18 anni. Nel rispetto delle autonomie riconosciute ai singoli istituti e nel raccordo con gli enti locali, il sistema italiano è centralizzato sotto la responsabilità del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca - ad eccezione della Formazione Professionale che dal 1978 è delegata a ciascuna Regione. |
La formazione
Un elemento caratteristico nel sistema francese in tema di formazione è il contratto di rofessionalizzazione, che estende ai lavoratori adulti le opportunità di formazione e lavoro solitamente previste per i giovani nel contratto di apprendistato.
Per quanto riguarda la formazione professionale iniziale, la recente riforma del sistema dell'educazione in Italia ha prodotto un maggiore raccordo tra percorsi scolastici e formazione professionale, storicamente separate (tra Istruzione e Lavoro e tra Stato e Regioni).
In Francia la formazione continua è regolamentata dallo Stato, tuttavia sono le Regioni stesse, competenti in materia di formazione continua per chi sia alla ricerca di un lavoro, e le parti sociali, competenti in materia di formazione continua dei dipendenti, a definire il loro quadro di intervento (enti pubblici interessati, natura e volume della azioni da sostenere). Al contrario in Italia la formazione continua è ben declinata a livello di Regioni e Province mentre un "Sistema nazionale per la formazione continua" è normato ma è ancora in costruzione.
il sistema dell'istruzione in Italia

il sistema dell'istruzione in Francia
