Il quadro normativo di riferimento e il processo di riforma
La formazione professionale quale "sistema di interventi formativi finalizzati alla diffusione delle conoscenze teoriche e pratiche necessarie per svolgere ruoli professionali e rivolti al primo inserimento, alla qualificazione, alla riqualificazione, alla specializzazione, all'aggiornamento e al perfezionamento dei lavoratori" è stata promossa e definita secondo i suoi principi basilari dalla Legge quadro 845/78.
Il Patto per il lavoro del 1996, sottoscritto dal Governo e dalle parti sociali delinea un nuovo quadro istituzionale imperniato sul sistema formativo integrato.
Nel mese di dicembre del 1998 il Patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione siglato tra governo e parti sociali introduce:
- l'obbligo di formazione fino ai 18 anni di età, assolvibile a scuola, nei centri di formazione professionale o in apprendistato;
- il potenziamento dell'apprendistato e dei tirocini;
- lo sviluppo del nuovo canale di istruzione e formazione tecnicoprofessionale integrata;
- il rafforzamento della formazione continua.
Il processo normativo di riforma prende avvio con la L. 196/97, che oltre a normare la formazione dei lavoratori temporanei e le borse lavoro, modifica l'apprendistato per rilanciarlo come strumento formativo privilegiato. Vengono individuati i requisiti per l'accreditamento delle strutture formative, le norme per la costruzione di un sistema nazionale per la formazione continua, i criteri per la certificazione delle competenze e la realizzazione di un sistema di riconoscimento dei crediti.
Dopo un impegnativo processo di progettazione e concertazione fra istituzioni e parti sociali, si è arrivati alla L. 144/99. Essa rappresenta il tentativo di integrare le due anime della formazione, quella scolastica e quella rivolta al mondo del lavoro attraverso l'avvio di una nuova offerta di formazione tecnica e professionale superiore: IFTS.
Con l'approvazione della L. 53/2003 (cosiddetta riforma Moratti) vengono introdotte nuove e importanti modifiche al sistema formativo, che viene unificato a quello di istruzione:
- Il diritto-dovere all'istruzione e alla formazione fino al 18esimo anno di età si intende assolto con il conseguimento di un diploma di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale ottenuta nell'ambito della formazione professionale o nell'apprendistato;
- il sistema della formazione fa parte del secondo ciclo d'istruzione insieme al sistema dei Licei (Primo Canale), e viene definito Secondo Canale.
- l'apprendistato costituisce il Terzo canale;
- è possibile svolgere l'intera formazione che va dai 15 ai 18 anni attraverso l'alternanza di periodi di studio e di lavoro, mediante corsi integrati;
- attraverso apposite iniziative didattiche definite "passerelle" e un sistema di certificazione dei crediti formativi è possibile passare dal Primo al Secondo Canale;
- le esperienze pratiche e gli stage sono riconosciuti con specifiche certificazioni di competenza.
Gli Attori della formazione professionale
La formazione professionale è governata e gestita dalle Regioni. Le Regioni a loro volta hanno la facoltà di delegare alle Province la gestione di alcune filiere.
Enti erogatori
La realizzazione delle politiche formative compete ai seguenti soggetti:
a) enti pubblici che svolgono attività di formazione professionale;
b) enti senza fini di lucro che siano emanazione o delle organizzazioni e nazionali dei lavoratori dipendenti, dei lavoratori autonomi, degli imprenditori, del movimento cooperativo, o di associazioni con attività statutarie formative e sociali;
c) consorzi e società consortili con partecipazione pubblica;
d) imprese e loro consorzi;
e) istituzioni scolastiche ed università.
Destinatari
Le azioni di formazione professionale programmate possono essere rivolte a:
- cittadini
- strutture che abbiano una funzione strumentale rispetto alle azioni a favore di persone.
| età (anni) | titolo di studio | condizione professionale | situazione sul mercato del lavoro |
|---|---|---|---|
|
|
|
approccio preventivo:
|
Parti sociali
Le parti sociali concorrono alle definizione delle politiche formative attraverso la partecipazione ad organismi e sedi consultive:
- Segretariato per la formazione e l'orientamento professionale: supporto alla programmazione regionale e provinciale
- Comitato guida per la qualità: definizione operativa delle caratteristiche, requisiti e standard;
- Commissione regionale di concertazione: esprime pareri obbligatori in ordine agli atti programmatori.
Tipologie di offerta formativa
1. Formazione professionale regionale
Comprende quei corsi finanziati dal FSE, Regioni e Province e organizzati da
Centri di formazione pubblici, enti privati o convenzionati, imprese.
I Corsi vengono organizzati a tutti i livelli: post scuola dell'obbligo, post
diploma, e diploma universitario, post laurea.
I Corsi sono prevalentemente gratuiti e finalizzati ad acquisire competenze e
qualifiche richieste dal mercato del lavoro o migliorare la propria posizione
professionale.
Destinatari:
- giovani e adulti in cerca di occupazione;
- portatori di handicap, ex detenuti, extracomunitari, tossicodipendenti, emarginati;
- lavoratori in cassaintegrazione o in liste di mobilità;
- lavoratori che necessitano di riqualificazione o aggiornamento professionale.
Certificazioni rilasciate (a seconda della tipologia):
- Attestato di Frequenza
- Attestato di Frequenza con profitto
- Attestato di Qualifica
- Attestato di Specializzazione
- Patente di Mestiere
- Abilitazione professionale
Modalità di accesso:
L'Ente che attiva un corso emette un bando di partecipazione con tutti i dettagli (requisiti, documenti, durata, programma,...) a seconda dei destinatari.
2. Obbligo formativo
E' lo strumento contrattuale di alternanza tra formazione ed esperienza
professionale, in tutti i tipi di settore produttivo, compresa l'agricoltura.
L'azienda deve garantire la formazione sul lavoro affiancando l'apprendista ad
un tutor che ha funzione di raccordo tra formazione sul lavoro e formazione
esterna.
Tipologie/destinatari
a) Apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere all'istruzione e
formazione professionale, per i giovani dai 15 ai 18 anni:
obbligo di frequenza non inferiore a 240 ore annue in corsi esterni all'azienda
finalizzati all'acquisizione di competenze linguistiche, matematiche,
informatiche, orientamento professionale ed educazione alla cittadinanza
attiva.
b) Apprendistato professionalizzante, per i giovani tra i 18 e i 29 anni:
prevede l'obbligo di frequenza non inferiore 120 ore annue in corsi esterni
all'azienda finalizzati all'acquisizione di conoscenze e competenze trasversali,
tecnico-scientifiche ed operative. Per alcuni settori (edile, metalmeccanico,
terziario, tessile, turismo) gli obiettivi formativi sono stati definiti a livello
azionale.
c) Apprendistato per l'acquisizione di un diploma, un titolo di studio a livello secondario o universitario.
3. Istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS)
E' il canale formativo, parallelo ai corsi universitari, finalizzato alla specializzazione tecnica superiore. Il sistema di istruzione e formazione tecnica superiore, IFTS, istituito dall''articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, è articolato in "percorsi" che hanno l'obiettivo di formare figure professionali a livello post-secondario, per rispondere alla domanda proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato.
L'istituzione di questa filiera formativa risponde a tre obiettivi prioritari, in linea con i principi del FSE:
- facilitare l'ingresso dei giovani offrendo una formazione fortemente professionalizzante e la valorizzazione della formazione in alternanza;
- offrire un'opportunità di lifelong learning di tipo tecnico-superiore agli occupati;
- creare un canale di raccordo con i percorsi universitari ed offrire un'opportunità di specializzazione tecnica superiore sia a coloro che hanno frequentato i licei che a coloro che hanno seguito i percorsi di istruzione e formazione professionale.
Destinatari: i giovani e gli adulti, occupati e non, in possesso o meno del diploma di scuola media superiore. Per i soggetti non diplomati si verifica il possesso di conoscenze e competenze di base compatibili con il percorso proposto nella fase di selezione.
Percorsi: sono programmati dalle Regioni, secondo le analisi dei fabbisogni di
tecnici intermedi in segmenti ritenuti strategici per lo sviluppo locale.
Gli interventi formativi devono essere progettati e realizzati in modo integrato
da Università, Scuole secondarie superiori, Centri di Formazione Professionale,
Imprese.
Le attività didattiche sono svolte in parte da docenti universitari, della scuola e
della formazione, in parte uguale da docenti provenienti dal mondo del lavoro e
delle professioni.
Durata: da un minimo di due semestri (1200 ore) ad un massimo di 4 semestri (2400 ore). Lo stage in azienda per l'acquisizione delle abilità professionali deve rappresentare il 30% del monte ore complessivo del corso.
Per saperne di più:
Standard minimi delle competenze IFTS
4. Formazione continua
Include tutte le attività di formazione rivolte agli adulti occupati, finalizzate
alla riqualificazione o all'aggiornamento professionale.
Il nuovo sistema della formazione continua sarà indirizzato e monitorato dal
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attraverso l'Osservatorio sulla
Formazione Continua, composto da rappresentanti del Ministero, delle
Regioni e delle parti sociali.
Declinazione degli interventi di formazione continua (L. 236/93):
- formazione aziendale da parte delle imprese
- formazione per i formatori
- azioni di sistema
- sperimentazione di piani formativi aziendali, settoriali e territoriali promossi dalle parti sociali
- sperimentazione della formazione a domanda individuale
Destinatari della formazione continua finanziata:
- dipendenti di imprese ed organizzazioni pubbliche o private che presentino un piano formativo aziendale;
- lavoratori dipendenti che presentino una domanda formativa individuale;
- lavoratori dipendenti di imprese con meno di 15 dipendenti;
- lavoratori di qualsiasi impresa privata con contratti di lavoro a tempo parziale/determinato/flessibile/contratto a progetto;
- lavoratori di qualsiasi impresa privata collocati in cassa integrazione;
- lavoratori di qualsiasi impresa privata con età superiore a 45 anni;
- lavoratori di qualsiasi impresa privata in possesso del solo titolo di licenza media o di istruzione obbligatoria.
5. Formazione permanente
La Commissione Europea, a seguito del Consiglio di Lisbona, ha elaborato il "Memorandum sulla formazione e l'istruzione permanente" che ha definito la formazione permanente qualsiasi attività di apprendimento avviata in qualsiasi momento della vita, volta a migliorare le conoscenze, le capacità e le competenze in una prospettiva personale, civica, sociale e/o occupazionale".
Destinatari
Adulti e giovani, con o senza titolo di studio, italiani o stranieri.
Centri territoriali permanenti (CTP)
Sono gli istituti deputati ad organizzare, progettare ed erogare l'insieme dei
servizi e delle attività di istruzione e di formazione degli adulti su un territorio
di dimensione distrettuale.
Dipendono dal Ministero dell'Università e della Ricerca Scientifica; sono
generalmente collocati presso una scuola.
Servizi offerti
- Accoglienza, orientamento individuale
- Corsi per il conseguimento del titolo di licenza elementare/media
- Corsi brevi a carattere culturale o pre-professionale con attestato di frequenza
- Alfabetizzazione primaria funzionale e di ritorno
- Apprendimento della lingua e dei linguaggi
- Sviluppo e consolidamento di competenze di base e saperi specifici
- Recupero e sviluppo di competenze strumentali culturali e relazionali idonee ad un'attiva partecipazione alla vita sociale
- Rientro nei percorsi d'istruzione e formazione di soggetti in condizione di marginalità sociale.
6. Formazione a distanza (FAD)
E' la formazione on-line, che consente un accesso continuo ai corsi, senza vincoli di orari e da qualunque luogo. Utilizza strumenti interattivi e multimediali, e permette di svolgere percorsi personalizzati misurabili e certificati. I percorsi formativi a distanza prevedono diverse modalità di valutazione delle competenze acquisite, tutor on-line e test di autoverifica.
Alcuni siti italiani per l'apprendimento in rete:
- www.educational.rai.it/corsiformazione (corsi per docenti sulla didattica multimediale)
- www.skillpass.it (formazione per i professionisti della net-economy)
- www.corsionline.net (informatica di base ed Internet)
- www.inforscuola.it (per la formazione aziendale)
- www.ateneoimpresa.it (per la formazione aziendale)
- www.laureaonline.it (ingegneria informatica)
- www.somediaprofessional.com (e-marketing, web designer, programmazione, e-commerce)
- www.corsionline.it (corsi di lingue)
- www.primosole.net (corsi per manager del no profit)
- www.eurolearning.com (il portale europeo in 9 lingue che offre corsi d lingue, informatica, management e business skills).
Le modalità di finanziamento della formazione professionale
I finanziamenti per la formazione professionale in Italia sono gestiti dalla Regione attraverso il fondo regionale.
I finanziamenti provengono da fonti diverse, che possono essere rappresentate secondo lo schema seguente:

I finanziamenti statali e le entrate delle imposte regionali vengono utilizzati prevalentemente per finanziare la formazione iniziale. Il Fondo di rotazione per la formazione professionale, istituito con la legge quadro 845/78, viene destinati per circa due terzi alla formazione professionale e per la parte rimanente alla formazione continua.
Gestione coordinata dei Fondi
La gestione coordinata dei fondi è un tratto distintivo del Piemonte, sin dal
1995. Attraverso il Fondo Unico per la Formazione Professionale la
Programmazione avviene in maniera unitaria indipendentemente dalla fonte di
finanziamento. Questo permette di razionalizzare le procedure di chiamata dei
progetti e di evitare duplicazioni.
Inoltre il processo di decentramento di competenze alle Province risulta in
Piemonte relativamente avanzato rispetto alla media delle regioni italiane.
Finanziamenti statali
Il Ministero del Lavoro, attraverso lo strumento finanziario dei Programmi Operativi Multiregionali (POM) del Fondo Sociale Europeo, gestisce direttamente alcuni interventi ad interesse nazionale:
- POM Obiettivo 1: progetti di formazione professionale per la promozione, lo sviluppo e l'adeguamento strutturale delle regioni in ritardo
- POM Obiettivo 3: formazione professionale destinata alla lotta contro la disoccupazione di lunga durata, per risolvere i problemi di primo inserimento nel mercato del lavoro e per reintegrare gli esclusi dal mondi produttivo;
- POM Obiettivo 4: progetti finalizzati ad agevolare i lavoratori nell'affrontare i mutamenti industriali, con azioni di riconversione e riqualificazione.
Lo Stato contribuisce inoltre ai finanziamenti destinati alla formazione
professionale coprendo le spese rivolte alla formazione continua dei
dipendenti dell'Amministrazione Pubblica.
Per quanto riguarda la formazione in alternanza l'apporto finanziario dello
Stato si traduce in una minore entrata, derivante dagli sgravi contributivi previdenziali ed assistenziali rivolti ai datori di lavoro che stipulano questi tipi
di contratto, ed anche ad una aliquota di imposta inferiore a carico degli
apprendisti.
La spesa pubblica destinata alla formazione professionale riguarda:
- Ministero dell'istruzione: per le filiere professionalizzanti dell'istruzione superiore
- Fondi regionali (cofinanziati da Comuni e Province): per la formazione professionale
- Ministero del Lavoro: POM
- Ministero dell'Università e della Ricerca scientifica: filiere professionalizzante
I Fondi Comunitari
Il sistema italiano della formazione professionale dipende fortemente dai fondi
comunitari. La quota dei finanziamenti regionali rappresenta solo un cofinanziamento,
e, come tale, deve rispettare i requisiti specifici, gli obiettivi, gli
assi e le misure secondo cui si articola il FSE.
Di fatto le Regioni, che detengono la competenza in fatto di formazione
professionale, sono state costrette ad introdurre profondi mutamenti nei
processi di programmazione delle attività e nelle procedure decisionali,
adeguando tempi e modalità di erogazione finanziarie a quelle stabilite dalla
Comunità Europea.
Il FSE ha dunque una notevole incidenza su tutto il sistema italiano di Formazione professionale, sia in termini di programmazione e gestione delle risorse finanziarie che di articolazione complessiva delle finalità di intervento, delle tipologie di azioni e delle categorie di destinatari.
La spesa individuale per la formazione
La frequenza di corsi di formazione professionale iniziale regionale, erogata
dalle strutture pubbliche o convenzionate, è generalmente gratuita.
Per accedere ai corsi di formazione continua i lavoratori occupati possono
richiedere una parte di contributo, in ogni caso possono usufruire di congedi
lavorativi individuali per la frequenza delle attività formative.
I disoccupati accedono ai corsi in modo del tutto gratuito e, in alcuni casi,
possono usufruire di una indennità di frequenza.
Il sistema formativo in Piemonte
Sistema delle competenze
La Regione Piemonte, in aggiunta a funzioni di coordinamento con le autorità nazionali, si occupa di:
- definire gli indirizzi generali funzionali alla programmazione dell'offerta;
- pianificare e gestire direttamente le iniziative a carattere sperimentale o che necessitano di un esercizio unitario;
- promozione e coordinamento di iniziative volte a migliorare l'offerta formativa: accreditamento, certificazioni, standard, rilevazione dei fabbisogni, monitoraggio e valutazione degli interventi.
Le Province piemontesi detengono le funzioni gestionali relative a:
- emanazione dei bandi;
- ricezione delle domande;
- valutazione dei progetti;
- approvazione delle graduatorie;
- monitoraggio;
- controllo;
- rendicontazione.
Competenze in riferimento alle diverse filiere formative
| Ambito di intervento | Filiera formativa | Regione Piemonte | Province piemontesi |
|---|---|---|---|
| Obbligo formativo | Formazione professionale regionale | X | |
| Apprendistato o.f. | X | ||
| Sperimentazione II canale | X | ||
| Formazione superiore | Formazione professionale regionale | X | |
| IFTS | X | ||
| Lauree 1° livello | X | ||
| Formazione continua | Formazione per occupati | X | |
| Apprendistato post o.f. | X | ||
| Formazione finalizzata all'occupazione | X | ||
| Formazione permanente | X |
| Ambito di intervento | Filiera formativa | Agenzie | Istituzioni scolastiche | Università | Imprese |
|---|---|---|---|---|---|
| Obbligo formativo | Formazione professionale regionale | X | X | ||
| Apprendistato o.f. | X | X | X | ||
| Sperimentazione II° canale | X | ||||
| Formazione superiore | Formazione professionale regionale | X | X | ||
| IFTS | X | X | X | X | |
| Lauree 1° livello | X | X | |||
| Formazione continua | Formazione per occupati | X | |||
| Apprendistato post.f. | X | X | X | ||
| Formazione finalizzata all'occupazione | X | X | |||
| Formazione permanente | X | X |
Fonte: Osservatorio sul sistema formativo piemontese
Modalità di programmazione e finanziamento
Programmazione
La programmazione delle politiche formative avviene nel quadro della Strategia Europea per l'Occupazione, declinata all'interno dei Piani nazionali per l'Occupazione e dei documenti programmatici del Fondo Sociale Europeo: il QCS e il POR Ob. 3.
La struttura programmatica del QCS e dei POR viene ulteriormente articolata nell'ambito dei Complementi di Programmazione, che indicano Assi, Misure e Linee d'intervento.
Processo di programmazione del fondo sociale Europeo 2000-2006

Fonte. IRES, Contributi di Ricerca n. 175/2003
| Documenti di riferimento | Termine | Significato |
|---|---|---|
| QCS e POR | Obiettivi globali | Priorità strategiche definite dagli organismi comunitari (SEO) |
| Assi | Ambiti d'intervento funzionali al perseguimento degli obiettivi globali (NAP) | |
| Obiettivi specifici | Aree d'intervento interne agli assi in funzione delle caratteristiche dei destinatari | |
| Misure | Strumenti attivabili per il conseguimento degli obiettivi specifici | |
| CdP (specificità regionali) |
Linee d'intervento | Gruppi di azione omogenee per l'attivazione di una misura |
| Azioni | Unità di base della programmazione in funzione della specificità dei destinatari |
Fonte:Quaderni della Regione Piemonte, n. 35, 2005
Dispositivi di attuazione: direttive e bandi
La Regione Piemonte emana, in applicazione della L. R. 63/95, le Direttive
regionali, in cui si definiscono le procedure di presentazione dei progetti di
formazione professionale.
La Regione ha conservato la titolarità delle iniziative formative a carattere
sperimentale. La programmazione dell'offerta formativa avviene dunque
tramite le direttive:
- Sperimentazione di nuovi modelli nel sistema di istruzione e di istruzione e formazione professionale;
- Formazione professionale finalizzata all'occupazione;
- Progetti di istruzione e formazione tecnica superiore;
- Rafforzamento delle lauree professionalizzanti di I° livello.
Le direttive indicano le normative (comunitarie, nazionali, regionali) di riferimento, stabiliscono i limiti di spesa delle azioni, definiscono la contrattualistica e le modalità di presentazione delle domande. La Regione detta anche gli atti di indirizzo che le Province piemontesi sono tenute a rispettare per la programmazione dell'offerta formativa di propria competenza. Nello specifico i bandi Provinciali, a cadenza annuale, sono:
- Formazione professionale finalizzata alla lotta contro la disoccupazione;
- Attività formative per apprendisti;
- Formazione dei lavoratori occupati;
- Azioni di formazione continua ad iniziativa individuale per lavoratori occupati.
Ogni Provincia emana il proprio bando. La Direzione regionale formazione professionale, predispone in accordo con le Province, il manuale di riferimento per la valutazione ex ante, i modelli e linee guida per la predisposizione dei progetti.
E' stato istituito inoltre un tavolo tecnico regionale per ridefinire una progettazione uniforme e congiunta tra Agenzie formative ed Istituzioni scolastiche e gli Standard minimi delle competenze di base.
Normativa di riferimento:
L.R. 63/95, L.R. 44/00, D.G.R. 15-4882, D.G.R. 4-8214, D.G.R.18-11928
Direttive inerenti la formazione professionale in Piemonte:
http://www.regione.piemonte.it/formaz/dirreg05.htm
Standard formativi
La Regione Piemonte in attuazione delle indicazioni metodologiche
predisposte a livello nazionale ha avviato un tavolo interistituzionale volto alla
sperimentazione di metodologie di analisi della professionalità e delle
competenze.
Le Agenzie Formative accreditate declinano la propria offerta secondo i
modelli predisposti e seguendo le regole stabilite: ogni Profilo deve prevedere
Attività e Competenze, le Attività devono essere tradotte in Azioni, e le
Competenze in Capacità.
per saperne di più:
Come accedere alle informazioni sui Corsi
Per avere informazioni sui corsi di formazione professionale regionale ci si può rivolgere:
- ai Centri per l'Impiego;
- presso gli Uffici Informagiovani;
- agli Sportelli per il Lavoro delle Circoscrizioni;
- alle segreterie delle Agenzie Formative.
Inoltre si può consultare il Sito Internet all'indirizzo www.sinfod.net.
Individuato il Corso cui si è interessati, e l'Ente erogatore, si può contattare
quest'ultimo per avere ulteriori indicazioni e le modalità di iscrizione (presso
l'Ente stesso).
Il sistema di integrazione tra lavoro e formazione professionale
Tutto il processo di riforma del sistema della formazione è un processo che ha l'obiettivo di integrare la formazione con il mondo del lavoro: l'introduzione e il potenziamento dei contratti a causa mista, la diffusione dei tirocini e degli stage, l'impulso dato alla formazione continua, l'introduzione degli IFTS, i principi della prevenzione o della cura dei soggetti deboli sul mercato del lavoro.
Il sistema di gestione partecipato garantisce un'integrazione come risposta ai fabbisogni territoriali. Le parti sociali sottoscrivono dei Protocolli d'Intesa volti anche ad individuare le figure professionali considerate prioritarie a livello locale, e le Province, attraverso il Bando Mercato del Lavoro, sono tenute ad assegnare un punteggio aggiuntivo ai progetti volti a formare le professionalità relative.
E' prioritario, ad ogni modo, costruire un repertorio di standard formativi a
livello nazionale e garantire la permeabilità e l'integrazione dei sistemi
attraverso la certificazione dei crediti. Si tratta cioè di individuare e definire
profili professionali comuni, che descrivano le competenze in maniera univoca,
uniformando i "linguaggi" della formazione e quelli del mercato del lavoro.
L'approccio centrato sulle competenze e la loro articolazione in Unità
Formative dovrebbe rispondere al problema del riconoscimento di abilità
acquisite anche in percorsi parziali o alternativi (esperienza lavorativa,
curricula formativi diversi, ecc).
Le Regioni stanno sperimentando modalità innovative a questo proposito, ad
esempio introducendo il libretto formativo individuale.
Questi strumenti specifici serviranno ad uniformare mondo del lavoro e mondo della formazione costruendo un sistema di certificazione comune tra Istituti ed Enti formativi e Centri per l'Impiego.
Le certificazioni rilasciate dalle Agenzie formative al termine dei percorsi, ad eccezione della Frequenza, sono riconosciute dai CPI e costituiscono titoli validi per la partecipazione ai concorsi e alle chiamate pubbliche.
Credito Formativo
Il Credito formativo consiste nel riconoscimento di ogni qualificata esperienza maturata al di fuori della scuola, coerente con l'indirizzo di studi del corso e "debitamente documentata" (es. esperienze lavorative, esperienze di cooperazione, esperienze di volontariato sociale, corsi all'estero ecc.). Per "debitamente documentata" si intende che l'attestazione deve essere fornita dagli enti, associazioni, istituzioni presso cui lo studente ha studiato o prestato la sua opera. L'ente deve attestare l'esperienza fatta.
Figure professionali e Classificazione delle professioni
Dal sito della Regione Piemonte è possibile accedere ad un'area del Centro Risorse, Osservatorio Mercato del Lavoro, in cui la voce di menu "studi e ricerche su argomenti vari" apre la possibilità di accedere ad una CLASSIFICAZIONE DELLE PROFESSIONI.
L'indirizzo è
http://extranet.regione.piemonte.it/fp-lavoro/centrorisorse/studi_statisti/monografie_studi/index.htm
Il link "Aggiornamento classificazione delle professioni 2001" conduce ad una serie di tabelle strutturate come nell'esempio che segue:
| Codice della professione: | Codice della Professione Descrizione della Professione Ministero del Lavoro | CODICE ISTAT 1991 | ISTAT 1991 mod. | CITP 88 | CITP 88 | Professioni CITP 88 | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 522100 | CUOCHI IN ALBERGHI E RISTORANTI | 5.2.2.1 - cuochi in alberghi e ristoranti | 5.2.2.1. | 5122 | Cuisiniers | 5122 | Cuochi |
| 5123 | Serveurs et barman | 5123 | Camerieri e barman | ||||
| 522300 | CAMERIERI ED ASSIMILATI | 5.2.2.3- cameri eri ed assimilati | 5.2.2.3. | 5121 | Economes (collectivités), intendants et gouvernantes | 5121 | Economi (collettività ), amministratori e governanti |
Da queste si può accedere ancora alla declinazione di dettaglio secondo la descrizione della professione Ministero del Lavoro.
Il codice CITP 88 (Classification International Type Profession ) riportato nella tabella apre le schede descrittive della mansione, di cui si allegano due esempi:
5122 - Cuochi
I cuochi stabiliscono i menu, organizzano, preparano e cucinano degli alimenti negli alberghi e ristoranti, in altri ristoranti pubblici che servano dei pasti, a bordo di navi, nei treni di viaggiatori, e nei nuclei familiari privati.
Le loro mansioni consistono:
a) a stabilire il menu, preparare e cucinare gli alimenti;
b) ad organizzare, dirigere e coordinare il lavoro in cucina;
c) nello svolgere le mansioni elencate;
d) nel coordinare altri lavoratori.
Fra le professioni che entrano in questo gruppo di base compaiono le seguenti:
Chef de cuisine
Cuoco
7124 - Carpentieri e falegnami dell'edilizia
I carpentieri e i falegnami dell'edilizia tagliano a pezzi, lavorano, assemblano, montano, mantengono e riparano degli impianti e delle installazioni in legno di tutti i generi.
Le loro mansioni consistono:
a) nel fabbricare, trasformare e riparare delle carpenterie e altri impianti in legno al banco di lavoro o in cantiere;
b) nel costruire, montare e installare grandi carpenterie in legno sui cantieri di costruzione;
c) nell'aggiustare, assemblare e trasformare delle installazioni interiore ed esteriore di edilizia, quale delle pareti, delle porte, delle strutture di porte e di finestre, dei rivestimenti e dei rivestimenti in legno;
d) nel fabbricare, riparare e montare delle decorazioni e apparecchiature di scena per rappresentazioni teatrali o per studi cinematografici o televisivi;
e) nel costruire, montare, trasformare e riparare i montaggi e gli elementi in legno nelle vetture ferroviarie, a bordo di aerei, di navi, di barche, di installazioni galleggianti, di pontili e di altri veicoli;
f) nel tagliare a pezzi, adattare, aggiustare e assemblare elementi in legno, principalmente al banco di lavoro;
g) nello svolgere le mansioni elencate;
h) per coordinare altri lavoratori.
Fra le professioni che entrano in questo gruppo di base compaiono le seguenti:
Carpentiere edile
Carpentiere, costruttore navi in legno
Carpentiere, falegname
Fra le professioni collegate, classificate altrove, compaiono le seguenti:
Carradore 7422
Ebanista 7422
per saperne di più:
Sistema Statistico Nazionale - Istituto Nazionale di Statistica
CLASSIFICAZIONE DELLE PROFESSIONI
- introduzione
- Classificazione riassuntiva per grandi gruppi e gruppi di professioni
- Classificazione analitica per categorie di professioni
- Voci comprese nelle categorie di professioni
- Elenco alfabetico delle voci comprese nelle categorie di professioni
- Raccordi fra classi della Classificazione 1991 e categorie della Classificazione delle professioni 2001
- Raccordi fra classi della ISCO-88 (COM) e categorie della Classificazione delle professioni 2001
- Raccordi fra classi della la ISCO-88 e categorie della Classificazione delle professioni 2001
(fonte: ISTAT)
ISFOL ORIENTAONLINE:
orientamento, scelta della professione, formazione. Una banca dati con
informazioni per il lavoro, ampie schede professionali e una guida ai percorsi
formativi.
http://www.isfol.it/orientaonline/
Una buona raccolta di descrittori di figure professionali è reperibile on-line nel sito http://www.jobtel.it , alla voce "LA GUIDA DEI MESTIERI - Oltre 400 profili di mestieri e professioni".
Dallo stesso sito è possibile scaricare la GUIDA ALLE SCELTE PROFESSIONALI: uno strumento orientativo per conoscere il mondo del lavoro, dei mestieri e delle professioni.
L'intero repertorio disponibile (oltre 400 profili professionali sviluppati) è consultabile gratuitamente, dopo una veloce registrazione, al seguente
indirizzo: http://www.jobtel.it/mestieribis.aspx
Fonte: Jobtel
Altri strumenti di orientamento:
http://www.professioni.info
Professioni di montagna