Riforme in atto
Il sistema formativo italiano è oggetto di un ampio processo di ristrutturazione, non ancora giunto a termine, in cui hanno operato contemporaneamente due principi riformatori:
- il principio di sussidiarietà, un ampio decentramento amministrativo che ha fatta salva l'autonomia didattica e organizzativa delle istituzioni scolastiche;
- la coerenza con gli orientamenti europei, miglioramento del livello formativo generale mediante l'innalzamento dei tassi di partecipazione alle attività di formazione nella prospettiva della life-long-learning.
Alcune leggi introdotte a partire dal 1997 in materia di decentramento hanno
profondamente modificato la ripartizione delle competenze tra lo Stato e le
Regioni.
Da qui l'ampliamento dell'offerta formativa, l'ammodernamento dei curricula,
la prospettiva dell'integrazione tra i diversi sistemi (istruzione, formazione,
lavoro, vita sociale), la definizione di un sistema di certificazione delle
competenze valido a livello nazionale, la trasparenza di tutte le certificazioni, il
riconoscimento dei crediti.
Il nuovo quadro delle competenze istituzionali
Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca si articola:
a livello centrale in:
- Dipartimento per la programmazione ministeriale e per la gestione ministeriale del bilancio, delle risorse umane e dell'informazione
- Dipartimento per l'istruzione
- Dipartimento per l'università, l'alta formazione artistica, musicale e coreutica e per la ricerca
I tre Dipartimenti attuano gli indirizzi dettati dal Ministro, ciascuno per l'area di propria competenza. Essi sono di fatto la centrale che programma e orienta le politiche educative che poi vengono attuate e gestite localmente dagli Uffici regionali e dalle singole istituzioni scolastiche.
e a livello periferico in Uffici scolastici regionali.
Gli Uffici scolastici regionali costituiscono un autonomo centro di responsabilità amministrativa, attuano le disposizioni dei Dipartimenti e svolgono il ruolo di diretto supporto e consulenza alle singole scuole.
Competenze esclusive dello Stato
L'art. 117 della Costituzione attribuisce allo Stato la competenza legislativa esclusiva per quanto riguarda le norme generali dell'istruzione e la determinazione dei livelli essenziali di prestazione che devono essere assicurati dalle Regioni nel settore assegnato alla loro competenza esclusiva, quello della istruzione e formazione professionale; fanno eccezione le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome di Trento e Bolzano, che hanno un maggior grado di autonomia.
Competenze esclusive delle Regioni
L'art. 117 della Costituzione attribuisce alle Regioni la competenza legislativa
esclusiva sul sistema di istruzione e formazione professionale, nel rispetto dei
livelli essenziali di prestazione, stabiliti dallo Stato, e fatti salvi i compiti di
raccordo con l'Unione europea (il recepimento delle direttive avviene con legge
nazionale).
I livelli essenziali di prestazione che le Regioni devono garantire comprendono
il rispetto degli standard formativi minimi (durata dei corsi, validità nazionale
delle certificazioni, rispetto dei criteri nazionali di accreditamento dei soggetti
che erogano i corsi).
Competenze concorrenti tra Stato e Regioni
In materia di istruzione scolastica lo Stato e le Regioni hanno competenza legislativa concorrente: lo Stato stabilisce i principi generali (durata e tipologia dei corsi, esami e certificazioni, valore legale dei titoli, obiettivi di apprendimento, crediti), le Regioni l'organizzazione sul territorio.
Autonomia delle scuole e delle università
L'art. 117 della Costituzione sancisce l'autonomia delle istituzioni scolastiche. Questo significa che le singole scuole, e le loro reti, possono prendere decisioni autonome in materia didattica, organizzativa e di sperimentazione, ricerca e sviluppo, nel rispetto delle norme nazionali e regionali.
Alle università e alle istituzioni di alta cultura la Costituzione del 1948 (art. 33) attribuisce un grado di autonomia ancora maggiore, perché riconosce loro il diritto di darsi ordinamenti autonomi.
NOTA. Le norme di attuazione del nuovo assetto costituzionale e istituzionale sono tuttora in fase di elaborazione.
La riforma dell'ordinamento scolastico
Il sistema scolastico e formativo italiano è stato complessivamente riformato con la L. 28 marzo 2003, n. 53. Le innovazioni previste dalla legge richiedono l'emanazione di altri decreti legislativi e di regolamenti. Per ora è stato emanato soltanto il decreto legislativo che riguarda il primo ciclo (scuola dell'infanzia, scuola primaria e scuola secondaria di primo grado) che è entrato in vigore nell'anno scolastico 2004-2005.
La scuola secondaria superiore, che comprende anche gli istituti tecnici, gli istituti professionali di Stato e gli istituti d'arte, è rimasta nella situazione antecedente la riforma, e non subirà modifiche fino a quando non sarà emanato il decreto riguardante il secondo ciclo. L'unica novità è per ora rappresentata dalla possibilità, offerta a studenti/sse in uscita dal primo ciclo, di frequentare corsi triennali sperimentali di formazione professionale in alternativa ai corsi di scuola secondaria superiore, che restano invariati.
La nuova legge prevede 11-12 anni di obbligo di istruzione e formazione (qualifica o raggiungimento diciottesimo anno di età) ma dopo il diploma conclusivo del primo ciclo sarà possibile scegliere come continuare. Il cambiamento riguardante il secondo ciclo riorganizzerà tutta l'offerta di formazione scolastica e professionale all'interno di due grandi aree: quella liceale e quella dell'istruzione e formazione professionale, nella quale dovrebbero confluire buona parte degli attuali istituti tecnici e professionali.
Dopo i 15 anni di età, l'allievo/a potrà assolvere il diritto/dovere di istruzione e formazione anche in alternanza scuola-lavoro o in apprendistato. In futuro, in uscita dai corsi di durata almeno quadriennali di istruzione formazione professionale sarà possibile:
a) frequentare un quinto anno finalizzato al conseguimento dell'esame di Stato, necessario per la prosecuzione degli studi all'università, oppure
b) frequentare un corso IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore), già istituiti dal 1999, oppure
c) accedere direttamente al mondo del lavoro.

fonte APL - Area Studi e Ricerche
per saperne di più:
Aspetti determinanti che hanno guidato l'impianto della legge delega
Schema di decreto legislativo (17 gennaio 2005) concernente le norme generali relative al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione ed i livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale, a norma dell'articolo 1 della L. 28 marzo 2003, n.53.
MIUR: Indicazioni in merito a criteri e modi della riforma
Il nuovo sistema di istruzione e formazione in Italia

fonte: Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca
Struttura del nuovo sistema educativo
Scuola dell'infanzia
La scuola dell'infanzia rappresenta il primo grado del sistema scolastico ed è a
tutti gli effetti la prima forma di scolarizzazione. Ha durata triennale, concorre
all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo e sociale dei
bambini e delle bambine.
Alla scuola dell'infanzia possono iscriversi i bambini che compiono tre anni
entro il 30 aprile dell'anno scolastico di riferimento.
Primo ciclo
Il primo ciclo di istruzione è costituito dalla Scuola primaria e Scuola secondaria di I grado.
Scuola primaria
Corrisponde alla attuale Scuola elementare e dura 5 anni. L'articolazione è
però diversa: vi è un primo anno di base e due bienni (1+2+2). La scuola
primaria è obbligatoria.
Ad essa possono iscriversi anche i bambini/e che non hanno ancora compiuto i
6 anni ma che li compiranno entro il 30 aprile dell'anno scolastico di
riferimento. La frequenza e i libri di testo sono gratuiti.
Generalmente viene prevista:
- scuola a moduli con orario di 27 o 30 ore settimanali
- scuola a tempo pieno con orario di 40 ore settimanali
Il numero di alunni/e previsti/e per ogni classe, di regola, non è superiore a 25 e inferiore a 10; nel caso in cui in una classe siano inseriti uno o più bambini/e portatori di handicap, il totale non supera il numero di 20.
Le discipline obbligatorie indicate dai programmi ministeriali sono: lingua
italiana, almeno una lingua dell'Unione Europea, matematica, scienze, storia,
geografia, studi sociali, educazione all'immagine, educazione al suono e alla
musica, educazione motoria, alfabetizzazione informatica e religione
(facoltativa).
Al termine del percorso formativo non sono previsti esami finali per passare
alla scuola secondaria di I grado.
La scuola elementare costituisce una delle "formazioni sociali basilari per lo
sviluppo della personalità del fanciullo".
Scuola secondaria di 1° grado
Corrisponde alla attuale Scuola media e dura 3 anni, articolati in:
- un biennio di base
- un anno che assicurerà l'orientamento e il raccordo con il secondo ciclo (2+1)
L'orario scolastico dipende da scuola a scuola per un monte-ore complessivo di
30 ore.
Alcune scuole distribuiscono l'orario dal lunedì al venerdì lasciando liberi
sabato e domenica e considerando le ore di 55 minuti. (es dalle ore 8.00 alle
13.30). Alcune altre scuole hanno una frequenza di 5 ore giornaliere dal lunedì
al sabato. Altre ancora hanno un orario di cinque ore giornaliere più rientri al
pomeriggio.
Molte scuole, nell'ambito della propria autonomia, affiancano alle ore previste
dal percorso la possibilità di frequentare laboratori pomeridiani.
Tra questi laboratori spesso vengono previsti progetti di "alfabetizzazione
alunni/e stranieri" al fine di favorire l' integrazione ed una rapida acquisizione
dell'uso corretto della lingua italiana.
Nel programma di studi viene previsto lo studio di: lingua e letteratura italiana, storia, geografia, educazione civica, due lingue della Unione Europea, scienze matematiche, chimiche, fisiche e naturali, educazione tecnica, educazione informatica, educazione artistica, educazione musicale, educazione fisica e educazione religiosa (facoltativa).
Il primo ciclo si conclude con un esame di Stato, per l'accesso al secondo ciclo. Questo percorso dovrà aiutare ed accompagnare il ragazzo o la ragazza a maturare una scelta orientativa (non vincolante) in funzione del secondo ciclo.
Secondo ciclo
Il secondo ciclo è articolato in due percorsi:
- sistema dei licei
- percorsi di istruzione-formazione professionale
Questi due percorsi a loro volta si raccordano con l'università, l'alta formazione artistica, musicale e coreutica, la formazione professionale superiore, il sistema produttivo e il mondo del lavoro. Vi è inoltre la possibilità, a partire dal compimento del quindicesimo anno di età, di intraprendere il percorso: - alternanza scuola-lavoro o l'apprendistato (terzo canale) con cui e possibile raggiungere rispettivamente diplomi o qualifica
In questa fascia di età che va dai 14 ai 18 anni è facile riscontrare il fenomeno della dispersione scolastica.

fonte APL - Area Studi e Ricerche
Diritto-dovere all'istruzione e alla formazione fino a 18 anni
Il nuovo "diritto-dovere all'istruzione e alla formazione" (sostituisce la
precedente denominazione "obbligo scolastico e formativo") prevede che i
ragazzi e le ragazze usufruiscano dei percorsi di istruzione, formazione,
alternanza scuola/lavoro fino a 18 anni o al raggiungimento della qualifica
professionale.
Il diritto-dovere all'istruzione e alla formazione e l'alternanza scuola-lavoro
sono da poco diventate legge. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato i
due decreti legislativi in attuazione della Riforma introdotta dalla L. 53/2003,
che prevedono l'obbligatorietà dell'istruzione e della formazione sino a 18 anni
e l'opportunità dell' alternanza scuola-lavoro per gli studenti a partire dai 15
anni.
Il primo provvedimento disciplina il diritto-dovere all'istruzione e alla formazione di ciascuna persona, a partire dal primo anno della scuola primaria, per almeno dodici anni o, comunque, sino al conseguimento di una qualifica entro il diciottesimo anno di età. Tale percorso si realizza nel primo ciclo del sistema dell'istruzione (scuola primaria + scuola secondaria di primo grado) e nel secondo ciclo (licei ed istruzione e formazione professionale). Il decreto eleva l'obbligo all'istruzione e alla formazione per tutti dai 9 anni precedenti a 11 (qualifica prof.le) - 12 anni attuali.
D.lgs 15 aprile 2005, n. 76
"Definizione delle norme generali sul diritto-dovere all'istruzione e alla
formazione"
Il sistema dei licei
Vengono valorizzati e rinnovati licei tradizionali, antecedenti alla riforma, e ne nascono nuovi. Tra questi si trovano:
- liceo classico,
- liceo scientifico,
- liceo artistico,
- liceo linguistico.
- liceo economico,
- liceo - Istituto tecnologico,
- liceo musicale,
- liceo delle scienze umane
- liceo psicopedagogico
I licei hanno una durata quinquennale.
L'attività didattica si sviluppa in:
- due periodi biennali
- un quinto anno che completa il percorso disciplinare e prevede l'approfondimento delle conoscenze e delle abilità caratterizzanti il profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi.
L'ultimo anno dovrebbe inoltre essere "orientativamente" propedeutico alle scelte successive sia che si tratti di proseguire con l'Università o Alta Formazione, sia che si tratti di inserirsi nel mondo del lavoro.
I licei si concludono con un esame di Stato, titolo necessario per l'accesso all'Università e all'Alta formazione Artistica, Musicale e Coreutica e all'Istruzione e Formazione Tecnica Superiore.
Alcuni Istituti, nell'ambito dell'autonomia scolastica, possono caratterizzare il percorso di studi introducendo particolari materie in funzione di una migliore spendibilità della formazione nel mondo del lavoro.

fonte APL - Area Studi e Ricerche
Percorsi di istruzione e formazione professionale
I percorsi di istruzione e formazione professionale sono di competenza regionale. Essi hanno una durata variabile, a partire da 3 anni, cui possono aggiungersi qualifiche successive al quarto, al quinto, al sesto anno (con sbocchi nella formazione professionale superiore e, previo superamento dell'esame di Stato, nell'università e nell'alta formazione).
Lo Stato, d'intesa con le Regioni, stabilisce gli standard minimi di qualità che tutti i percorsi formativi devono possedere, a prescindere chi li organizza. Questo al fine di garantire un loro riconoscimento e una validazione di carattere nazionale.
I percorsi sono strutturati in cicli certificabili. Ogni percorso contiene:
- moduli di accoglienza,
- orientamento e accompagnamento,
- attività di stage in azienda
Al termine dello stage viene rilasciata una qualifica professionale. È inoltre prevista la possibilità di un quarto anno di specializzazione.
Apprendistato
Si faccia riferimento a:
- Contratti di Lavoro, alla voce specifica "apprendistato".
- Formazione Professionale, alla voce specifica "obbligo formativo".
Alternanza scuola/lavoro
A chi è rivolta
Agli studenti della scuole secondarie di ogni ordine (licei, istituti tecnici,
professionali e artistici) che abbiano compiuto il quindicesimo anno di età e
che mostrino propensione per le metodologie e gli ambienti di "apprendimento
attivo".
Non corrisponde all'attuale apprendistato (che costituisce un rapporto di
lavoro), né ad un sotto-percorso, che si può intraprendere soltanto dal canale
dell'istruzione e formazione professionale.
L'alternanza scuola-lavoro è invece una modalità di apprendimento, e come
tale, può essere scelta anche da chi frequenta il sistema dei licei.
Si tratta di una soluzione, già utilizzata positivamente in Europa, che permette
a ragazzi/e di apprendere in "ambiente lavorativo", nell'ambito di un percorso
formativo unitario, con tutor della scuola e dell'impresa per assicurare ai
giovani, oltre alle conoscenze di base, l'acquisizione di competenze spendibili
nel mercato del lavoro.
Vi è inoltre la possibilità, mediante il sistema dei crediti (la frequenza di qualsiasi segmento della scuola superiore comporta l'acquisizione di crediti certificati), di cambiare indirizzo all'interno del sistema dei licei o di passare dal sistema dei Licei al sistema dell'Istruzione e Formazione Professionale e viceversa.
A cosa serve
- rende l'apprendimento più attraente;
- aiuta a personalizzare i percorsi formativi;
- facilita l'orientamento e l'auto orientamento dei giovani;
- favorisce le vocazioni, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali;
- collega organicamente le istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e della ricerca;
- sostiene l'innovazione metodologica e didattica;
- rinforza i legami tra la scuola e il mondo del lavoro per lo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio.
D.lgs 15 aprile 2005, n. 77
"Definizione delle norme generali relative all'alternanza scuola-lavoro"
Le passerelle
Vengono, inoltre, organizzate attività di ri-orientamento anche a partire dal primo anno della scuola superiore, al fine di consentire agli studenti/sse di poter rivedere la scelta formativa operata e di poterla eventualmente cambiare. Sarebbe necessario, in tal senso, superare le attuali rigidità normative sui passaggi (esami integrativi), per agevolare lo studente/ssa nel transito da un percorso a un altro contenendo così il fenomeno della dispersione scolastica.
Quadro di sintesi del nuovo sistema di istruzione e formazione
I ragazzi/e iniziano il loro percorso di istruzione a sei anni, sono obbligati a proseguirlo fino a diciotto anni. Al termine del 1° ciclo essi possono scegliere di :
- proseguire nel sistema LICEI, ed all'età di diciannove anni circa di concludere il percorso di studi con un esame di Stato. Con il titolo conseguito possono iscriversi ai corsi universitari o di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS).
- proseguire nel sistema della FORMAZIONE PROFESSIONALE con l'obbligo di frequentare le attività formative fino al diciottesimo anno di età ed il conseguimento della qualifica.
- l'APPRENDISTATO, all'età di quindici anni. Questo prevede una forte integrazione tra il mondo della scuola, della formazione professionale e del lavoro e si articola in alternanza tra periodi di formazione e periodi di lavoro fino al ottenimento della qualifica
L'integrazione dei percorsi, ha modificato profondamente i rapporti tra Istruzione e Formazione Professionale e Servizi per l'impiego, prevedendo azioni coordinate rivolte a:
- informare, sostenere e orientare i ragazzi e le ragazzi nella scelta;
- prevenire la dispersione.
La legge, inoltre, stabilisce "le conoscenze, competenze e abilità acquisite nel
sistema della formazione professionale, nell'esercizio dell'apprendistato, per
effetto dell'attività lavorativa o per autoformazione, costituiscono crediti per
l'accesso ai diversi anni dei corsi di istruzione secondaria superiore".
Vengono quindi istituite all'inizio di ciascun anno scolastico presso le singole
istituzioni scolastiche interessate o reti delle medesime istituzioni "apposite
commissioni" al fine di riconoscere i crediti acquisiti.
"Le commissioni sono composte da docenti designati dai rispettivi collegi dei
docenti coadiuvate da esperti del mondo del lavoro e della formazione
professionale tratti da elenchi predisposti dall'amministrazione regionale".
Per accedere all'Università è necessario superare l'esame di stato e conseguire il
diploma.
Quanti hanno completato con successo l'obbligo formativo nella scuola, nella
formazione professionale o nell'apprendistato, conseguendo un diploma o una
qualifica, possono accedere, previo accreditamento delle competenze acquisite,
a un corso di Istruzione e formazione tecnica superiore (I.F.T.S.).
La frequenza positiva all'IFTS consente l'accesso all'Università con il
riconoscimento dei crediti formativi.
La riforma mira, sostanzialmente all'innalzamento dei livelli di istruzione e formazione mediante il concorso attivo di: scuola, agenzia formativa, centro per l'impiego e impresa.
Tabella riepilogativa del nuovo sistema educativo
| SCUOLA DELL'INFANZIA- durata: 3 anni |
|
||
|---|---|---|---|
| PRIMO CICLOScuola primaria - durata: 5 anni |
|
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| PRIMO CICLO Scuola secondaria di I grado - durata: 3 anni |
|
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| SECONDO CICLO Licei, Istruzione e Formazione Professionale |
|
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LICEI - durata: 5 anni
|
ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE durata: variabile, minimo 3 anni
|
||
Azioni di orientamento per il diritto-dovere di formazione - Regione Piemonte
Per meglio affrontare il problema della dispersione scolastica e per favorire un processo di scelta consapevole del percorso formativo e professionale, la Regione Piemonte ha deciso di approvare l'Atto di Indirizzo sulle azioni di orientamento per l' obbligo formativo (diritto/dovere all' istruzione e alla formazione nei sistemi di Istruzione e di Istruzione e Formazione professionale) 2004/2005.
Sono stati così attivati servizi di orientamento, rimotivazione e sostegno
individuale (tutoraggio) e/o di gruppo rivolti ai giovani in diritto-dovere
formativo, con particolare attenzione alle persone a rischio di abbandono dei
percorsi scolastici, formativi o di apprendistato.
Le attività di informazione, formazione e consulenza orientativa hanno
coinvolto complessivamente negli anni 2003-2004 circa 80.000 ragazzi/e.
per saperne di più:
Atto di indirizzo sulle azioni di orientamento per l'obbligo formativo
(Regione Piemonte DGR 57-11903 del 02/03/2004)
Monitoraggio azioni di orientamento obbligo formativo 2004
(Agenzia Piemonte Lavoro)
Sperimentazioni della Provincia di Torino: I BIENNI INTEGRATI
Obbligo Formativo, Percorsi Integrati, Orientamento (Fiorella Farinelli)
Piano provinciale di attività di orientamento per l'obbligo formativo -
2004/2005
(Provincia di Torino - Servizio Programmazione Sistema Educativo
e Formazione Professionale)
Integrazione tra il mondo della scuola e del lavoro
Il tema legato all'integrazione del rapporto tra scuola e lavoro è sempre più presente nel panorama italiano e comprende una pluralità di opportunità educative che valorizzano la componente formativa dell'esperienza pratica, proponendo legame sempre più forte tra lo studio teorico e l'esperienza pratica mediante:
- Visite aziendali
- Stage
- Tirocini
- Tirocini estivi
- Imprese formative simulate
- Percorsi di alternanza
- Job-shadow
Visite Aziendali
Le visite aziendali, soprattutto nella fase di orientamento e di scelta dei percorsi formativi, rappresentano un mezzo efficace per avvicinare gli studenti alle professioni osservate in contesti operativi reali. Interagendo con i professionisti sui luoghi di lavoro, i giovani possono assumere informazioni dirette e approfondire interessi e motivazioni personali.
Stage
Lo stage assume una significativa valenza formativa di verifica "sul campo" della preparazione acquisita dal giovane nel percorso formativo, delle proprie attitudini e dei propri interessi. Gli stage sono progettati e realizzati soprattutto nell'ambito dell'area di professionalizzazione dei corsi post qualifica dell'istruzione professionale e nell'area di progetto dell'istruzione tecnica. Le scuole, nell'esercizio della propria autonomia didattica e organizzativa, possono programmarli nel corso dell'anno scolastico.
Tirocini
La L. 196/97 ed il decreto attuativo n. 142/98 indicano due tipologie di tirocinio: il tirocinio orientativo, il cui obiettivo principale è quello di supportare il tirocinante nelle proprie scelte professionali; il tirocinio formativo, che consente al tirocinante un diretto coinvolgimento nelle attività concrete dell'azienda, finalizzato all'acquisizione di pratiche lavorative.
I tirocini formativi, infatti, offrono ai giovani percorsi di apprendimento che
integrano e valorizzano sapere e saper fare; essi rappresentano un vero e
proprio ponte che collega i percorsi scolastici e formativi e il mondo del lavoro
e della ricerca.
Le modalità di svolgimento dei tirocini sono varie e molto spesso non c'è una
netta distinzione tra le due tipologie che, spesso, sviluppano entrambi gli
aspetti.
Per informazione dettagliate sui tirocini in Piemonte è possibile consultare
"Monitoraggio Tirocini" nel sito dell'Agenzia Piemonte Lavoro
www.agenziapiemontelavoro.net/APLtirocinio/index.htm
Le statistiche on line consentono di consultare gli archivi del Sistema Informativo Web Tirocini producendo, in tempo reale, dati, statistiche e grafici personalizzabili in funzione delle diverse necessità informative.
Imprese formative simulate
Alcune Istituzioni scolastiche, con il sostegno del Ministero dell'istruzione,
dell'università e della ricerca, hanno messo a punto "un modello di impresa
formativa simulata" che, da oltre dieci anni, coinvolge centinaia di scuole e
migliaia di studenti, consentendo loro di apprendere a scuola in un contesto
operativo e organizzativo simile a quello aziendale.
All'interno della scuola viene realizzato, con il sostegno di un'impresa reale e di
un tutor aziendale, un'azienda laboratorio in cui è possibile sperimentare una
vera e propria esperienza di lavoro vivendo direttamente le situazioni che
possono accadere ad un'azienda ed interpretando i ruoli propri di chi lavoro in
una impresa.
Le imprese simulate comunicano tra loro e realizzano transazioni in una rete
telematica, rispettando la normativa come le aziende reali.
Si segnala l'esistenza di una Centrale di simulazione nazionale
(SIMUCENTER) che gestisce un Portale elettronico: www.ifsitalia.net che
permette di collegare via web tutte le imprese simulate.
Studenti/sse impegnati nella rete delle imprese simulate hanno la possibilità di
analizzare e comprendere i processi gestionali, le dinamiche e le tecniche di
conduzione delle aziende reali. L'attività di laboratorio è generalmente
completata da un periodo trascorso in un ambiente lavorativo reale in cui gli
studenti utilizzano le competenze acquisite e verificano la corrispondenza tra il
modello simulato e quello reale.
Job-shadow
Al termine di un percorso di orientamento è possibile, una volta identificato un profilo professionale di interesse, trascorrere una giornata di lavoro a fianco di una persona che svolge il mestiere prescelto al fine di valutare meglio la propria scelta.
Botteghe Scuola
La "bottega scuola" rappresenta un insieme di laboratori artigiani d'eccellenza, sparsi per tutto il Piemonte, che diventano luogo d'incontro e di formazione per i giovani che vedono "un futuro", una prospettiva di lavoro nell'artigianato di qualità.
La Regione Piemonte ha da tempo promosso, attraverso il percorso
dell'Eccellenza Artigiana, una significativa campagna pubblica per
l'individuazione e la valorizzazione delle imprese dell'artigianato artistico,
tipico e tradizionale.
Gli obiettivi che la Regione Piemonte si pone con il percorso dell'Eccellenza
Artigiana sono molteplici:
- recuperare "gli antichi mestieri" attraverso la rivalutazione di produzioni che vanno scomparendo;
- avvicinare i giovani ad attività che possiedono un elevato contenuto di professionalità;
- conferire potenzialità di inserimento nel mercato del lavoro;
- garantire la continuità nel tempo dell'attività d'impresa, consolidando il patrimonio produttivo dell'artigianato di qualità;
- innovare ed espandere la gamma dei prodotti dell'artigianato d'arte".
L'iniziativa mira a favorire lo sviluppo di produzioni di nicchia, dirette ad un mercato selezionato con la realizzazione di manufatti di qualità, incentivando nel contempo la capacità imprenditoriale dei giovani.